Cultura

INTITOLAZIONE DEL CENTRO SPORTIVO DI PACE CENTRO A NINO CAMINITI E PRESENTAZIONE DEL LIBRO "PAROLE DI PACE".
SABATO 2 FEBBRAIO 2002 - AULA MAGNA SCUOLA MEDIA "G. MARCONI" - PACE DEL MELA

Scoprire la figura di Nino Caminiti, attraverso i suoi scritti, rappresenta un viaggio affascinante, una inebriante cavalcata in un turbinio di emozioni: sogni, speranze, delusioni, ricerche..
Nino è un essere a tutto tondo, i cui occhi guardano, indagano, vedono....
In ogni cosa di cui egli si sia occupato o abbia scritto: dal volontariato, alla religione, all'insegnamento, alla politica, all'economia, all'ambiente, vi è la costante presenza dell’ uomo, dell'impegno e del servizio per l’uomo.
Vi è la vita, vista con gli occhi dei più deboli, dei disadattati, dei poveri, degli infelici, delle prostitute, delle ragazze madri.
Nino ha un rispetto primario verso l'altrui persona e scruta, esamina, analizza la personalità del suo prossimo per scuoterlo a reagire, indirizzandolo alla riscoperta del suo essere uomo, chiamato ad essere uomo da Colui che sta all'origine di ogni vita.
Nino concepisce e si batte per la centralità dell'uomo come persona che ha il preciso compito di fare del servizio, dell’onestà, della competenza, i principi cardine di ogni attività in cui ciascuno di noi, uomo-persona, è chiamato ad operare.
Da ciò nasce la visione del volontariato, dell'economia, della politica come elementi che non possono prescindere dalla capacità di scoprire e valorizzare le potenzialità umane al fine di indirizzarle verso l'impegno ed il servizio in favore della comunità.
Nino è un ottimista, crede fermamente in ciò che fa, si butta con entusiasmo nell'insegnamento perché egli nasce maestro, perché nel suo cuore sa che ogni azione umana può e deve essere indirizzata verso la completa realizzazione dell'uomo come genitore, come lavoratore, come membro della comunità.
Nino dice di tenere in conto prima l'uomo e poi le istituzioni ma afferma, nello stesso tempo. che non si può assolutamente prescindere dal principio della legalità.
Nino cerca, cerca sé stesso, cerca l'amico: “E ritrovarti, e rivederti, e riconoscerti, e ripensarti, e saperti vicino ...” .
Come tutti noi, ha bisogno del calore di un'amicizia, dell'affetto della famiglia, dell'amore della sua compagna.
Ha bisogno, quando va via dal suo paese, di riscoprirne i profumi, i colori, i gesti: “Tu, che sempre ricordavi quel nostro ricordo, fatto di sole e di frutta ..."
"E ti saluto, col mio sorriso, e non c'è necessità di lacrime".
"Vorrei essere ... forse troppo... e a volte sarebbe stato meglio se fossi stato molto meno".
Questo è l’uomo Nino Caminiti, un maestro amico.

CARMELO PAGANO


Nino Caminiti nasce a Pace del Mela (NE) nell'agosto del 1965, ma trascorre i suoi primi anni a Mondovì nel cuneese, dove la mamma Mirella e il papà Giovanni insegnano. A Pace ritorna nel '75 e qui frequenta la 5a Elementare e le Scuole Medie. Diplomatosi nel 1985 presso il Liceo Scientifico "C. Meucci" di Milazzo (dove conosce Annalisa, sua futura sposa), si iscrive alla facoltà di Scienze Statistiche dell'Università di Messina.
Durante gli anni dell'università, Nino si dedica a numerose e varie attività: partecipa attivamente alla vita parrocchiale (soprattutto attraverso l'incontro con i giovani nel Natale del 1988 opera un adattamento di "Canto di Natale" di Dickens, che lui stesso interpreta con alcuni giovani pacesi); si occupa di politica e matura le sue idee anticonformiste e pacifiste. Inizia a scrivere, e scriverà fino all'ultimo. Dopo un tirocinio di alcuni mesi, dal giugno del '91 al giugno del '92, presta la propria opera nell'ambito del servizio civile, dividendo i suoi impegni tra Associazione di Volontariato "Casa di Solidarietà e Accoglienza" e l'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.
Nel 1993 si laurea con 110 e lode discutendo una tesi sull'evoluzione del divario Nord-Sud, con una specifica applicazione al comprensorio di Milazzo.
Appassionatissimo di fotografia, partecipa a vari concorsi; ritrae tutto ciò che lo circonda: la famiglia, gli amici, la sua terra, i viaggi.
Nel 1993 inizia la sua attività di insegnante di matematica con una supplenza a Mondovì e tra il '94 e il '97 si divide tra la Lombardia e il Piemonte insegnando in vari Istituti. Inizia un lungo periodo di pellegrinaggio che costringe Nino a cambiare diverse volte residenza.
Nel luglio del 1995 Nino sposa Annalisa. Successivamente consegue l'abilitazione per l'insegnamento sia in matematica sia in informatica. Nel '98 lascia l'insegnamento e inizia l'attività presso la Fondazione "Salvatore Maugeri" di Pavia. Nell'aprile del '99 si stabilisce a Telese, in provincia di Benevento, dove continua la sua attività per la Fondazione Maugeri. Nell'ottobre del 1999 nasce Giovanni e nell'ottobre del 2001 Alessandra sarà l'ultimo dono di Nino.
Nino è scomparso il 25 aprile 2001...

Danilo Pagano


BORSA DI STUDIO "NICOLA PANDOLFO"

La Borsa di studio "Nicola Pandolfo" consiste in un premio da assegnare agli studenti delle quinte classi della scuola elementare e alle terze della scuola media che affermano la bravura attraverso un elaborato scritto valutato da una giuria come previsto da un apposito Regolamento. 
La Borsa di Studio è dedicata a Nicola Pandolfo, un neurochirurgo stimatissimo, nato e vissuto in gioventù a Pace del Mela, ucciso barbaramente per mano ignota sul posto di lavoro nel marzo 1993.
In vita godeva di grande stima, sia per la seria professionalità nel campo lavorativo, sia per le grandi doti umane e morali, per cui dopo la sua atroce morte, il Consiglio Comunale ha deliberato l'istituzione di una Borsa di studio alla Sua memoria. Ciò al fine di richiamare, ogni anno, in un importante momento commemorativo, il ricordo di un uomo simbolo che attraverso la sua esperienza di vita ha trasmesso in tutti coloro che lo hanno conosciuto importanti valori ed ideali. 
Con l'iniziativa si cerca di far conoscere il dott. Pandolfo anche alle giovani generazioni nella certezza che ciò contribuirà ad una migliore loro crescita civile e umana.


ATTIVITÀ DI STUDIO E RICERCA SU "DON SILVIO CUCINOTTA"

L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle attività tendenti a promuovere la conoscenza della storia locale. Nel caso specifico, si tratta di una ricerca che mira ad approfondire la conoscenza di questo illustre personaggio vissuto a Pace del Mela tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX, la cui esistenza presenta aspetti molto interessanti e altri ancora da scoprire.
L’attività di ricerca avviata da un gruppo di lavoro sta permettendo di definire meglio la figura, le opere ed il pensiero di Don Silvio Cucinotta. E’ già stata pubblicata una antologia, “Poesia e Prose”, di scritti destinati soprattutto agli studenti affinché possa essere stimolata, oltre che la conoscenza del personaggio, anche l’ulteriore ricerca e studio.
A Don Silvio Cucinotta, nella manifestazione del 13 Marzo, è stato dedicato un busto bronzeo, costruito artigianalmente in ferro forgiato, posto all’ingresso del Palazzo Caprì, edificio che ospita la Biblioteca Comunale.


COLLETTIVA DI PITTURA

Un appuntamento diventato ormai una tradizione è quello che ci attende ogni anno, nel mese di luglio, con la "Collettiva di Pittura". Una manifestazione nata per portare l'arte in piazza quale patrimonio di tutti. La Collettiva si svolge nella splendida piazza SS. Maria della Visitazione, nella quale l'arte è di casa con la presenza della famosa fontana ottagonale del Cavalluccio Marino e che, per l'occasione, si trasforma nel salotto culturale del paese. La manifestazione è, tra l'altro, un connubio fra arte, folklore e spettacolo. Infatti a fare da cornice alla mostra ci sono sempre spettacoli di giocolieri ed artisti vari. Il tutto accompagnato dalle note di un'orchestra e dalle splendide voci di note corali o di bravissime soliste. Nata nel 1993 è ormai nota in tutta la provincia e non solo avendo, nelle varie edizioni, ospitato artisti di tutta la Sicilia. Insomma la Collettiva di Pittura è un appuntamento al quale bisogna presentarsi.


STUDIO SUL FEUDO DRISINO

La Biblioteca Comunale è in possesso del microfilm e delle copie delle quasi 1500 Pergamene del Tabulario del Monastero di S. M. Maria Maddalena in valle Giosafat di Messina, dove sono rintracciabili molti riferimenti alla storia del Feudo Drisino. Sempre nel quadro delle iniziative che mirano all'approfondimento della storia locale l'Amministrazione Comunale di recente ha organizzato un Convegno con l'intenzione di avviare una nuova fase di studio e ricerca sulle origini del paese. 
Studiosi e ricercatori della materia si sono confrontati mettendo in evidenza alcuni aspetti interessanti che in futuro potrebbero dare ulteriori elementi di conoscenza.
Intanto da subito è stata prevista la traduzione delle pergamene in cui sono presenti riferimenti precisi al nostro territorio ed in particolare al Feudo Drisino.

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